uno due, uno due tre….pronto, pronto…….o o o o o o  hhhh, a a a a a a hhhh, c’è qualcuno?

no-blog!

ma piantatela  una buona volta col blog!   “in tre mosse  diventerete famosi”  recita la tiscalipubblicità . ma fatemi il piacere, fatemi! il blog non serve a niente e non vi serve a niente. se non a soddisfare la vostra vanità.quella che esorta a mettersi in mostra. bloggo  per credere di essere qualcuno.  uno pseudoscrittore con un suo  pseudopubblico. la fiera della vanità ecco cos’è il blog. chi sente davvero di dover scrivere lo fa in privato. chi ha l’urgenza sacrosanta di mettere per iscritto le proprie emozioni fantasie e sensazioni non ha bisogno di una platea in attesa di quelle parole. succede che chi scrive sul blog lo fa in realtà per gli altri. per i commenti altrui. il blogger vive dei commenti. sono il pimento per continuare a postare. prendetevi una pausa. scrivete per voi stessi. vi farà bene. tanto.

 

cardiopoesia

il cuore mi batte
stasera
diverso

un dolore
nel petto
or ora
s’è perso

è l’amore
rifletto sereno
che si sa
fa rima
con cuore

ma il braccio
ora freme
ed il cuore insieme
pum  pum  pum
pumpumpumpumpumpupumpum
pum……………..pum…pum

adesso il mio cuore
fa il matto
il suo ritmo
suona distratto
il respiro mi manca
la farò franca?

un dubbio infatti
m’assale
l’amore non fa male
è l’infarto, maledetto!
e mi schianto sul letto.

manoscritto

da sempre mi scrivo il palmo delle mani. con grafia minuta annoto segni parole e perchèno. alla decodificazione di quanto appuntato riservo un secondo momento. stendo bene le mani e prendo a leggere. tra solchi e pieghe ritrovo frammenti di pensieri. stralci emozionali. idee parcellizzate. assimilo tutto. rinasco a palmi lavati

sono

sono romantico. ma me ne dimentico.

ombre

le ombre cinesi mi rilassano. il coniglio mi viene molto bene. con l’elefante pure me la cavo. fargli muovere su e giù la proboscide è sempre uno spasso. il lupo cattivo non manco mai di farlo. il cigno mi tranquillizza. abbaia il cane sulla parete spoglia. con il dromedario mi fingo esotico. la farfalla esaurisce la rappresentazione. nella stanza ormai buia ruoto i polsi. sgranchisco le dita. distendo i palmi. dormo finalmente.

cestino

è che la vita non prevede la funzione cestino. è tutto lì il problema. i file sgradevoli della nostra esistenza dobbiamo tenerceli in memoria. senza sconti. non è facile. non è piacevole. sbagli colpe macchie e tormenti restano per sempre impigliati nelle trame cerebrali. eliminare tutto nel cestino sarebbe già un sollievo. svuotarlo poi un vero e proprio rito liberatorio. nella memoria così guadagnata si potrebbero condensare esperienze nuove. belle buone ed appaganti. con buona pace della coscienza.

autovisioni

quando guidando capita che sorpassi una vettura mi piace guardarci dentro. prudentemente volto la testa e spio per un istante l’interno di quell’abitacolo. i passeggeri mi rivolgono sovente uno sguardo di stupito disappunto. per aver violato forse la loro automobilistica intimità. ormai è diventata un’abitudine. di più un vizio. in quell’attimo di repentina visione mi lascio sedurre da volti tagliati per luci oblique. da labiali indecifrabili. da schegge di gesti inconsapevoli. da posture incongrue. rubo attimi altrui e li compongo con cura  in microsceneggiature da viaggio. che mi tengono compagnia fino a destinazione. per lunghi tragitti provo a selezionare preventivamente l’auto da superare. ne valuto modello colore e tipologia. nell’atto del sorpasso mi illudo di sapere già chi troverò all’interno. mi predispongo all’imminente esplorazione visiva. ma è sempre una sorpresa.

marina

tengo in casa una grossa conchiglia. ci ascolto il mare. mi basta accostare l’orecchio alle valve dischiuse che pronta parte la risacca. sono già sulla battigia. senza affanni mi godo l’armoniosa scena. oscillo ritmico col corpo assecondando il moto ondoso. se indosso il costume da bagno viene meglio. allontano la salsedine che offende la pelle. chiudo gli occhi. lascio scorrere minuti di iodico rapimento. ad operazione conclusa ripongo la conchiglia. tonificato dall’estatica esperienza mi rivesto piano. svogliato mi scrollo di dosso la sabbia residua.

vocabolario

il vocabolario mi prende più d’un noir. m’intriga più di una spy story. mi seduce meglio d’un thriller. è un testo profondo dal fascino nascosto e disarmante. capace di evocare immaginifiche visioni. di suscitare  imprevisti interessi. di attivare processi mentali altrimenti assopiti.le parole ti approcciano a territori inesplorati.ti iniziano a discipline misconosciute.ti guidano per significati ambigui. scoprire i segreti dei lemmi che iniziano con la b diventa così un’avventura preziosa. sorseggiare quelli che esordiscono con la s un piacere variegato. avvicinare gli altri che principiano con la  r piuttosto che con la f  un percorso stimolante. intuisci  che ogni parola ha in sè un potere incantatorio unico ed esemplare. e che  quelle parole spesso obliate aspettano  di vivere solo per la  nostra lettura. chè solo così la loro missione è compiuta