Articoli di Settembre 2007 ↓

il blog ingiudicabile

parafrasando caterina caselli oggi canticchio così : " nessuno mi può giudicare (il blog) nemmeno tu, la verità ti fa male lo so " perchè pare che il blog sia ingiudicabile. il nostro personalissimo blog ha da essere cioè  immune da qualsivoglia giudizio o critica. è come se indossasse un profilattico che lo protegge dalle intemperie e dalle interferenze. così stando almeno alle voci provenienti dalla blogsfera. chi osa sfidare l’anatema può correre il rischio di essere virtualmente scomunicato. io credo non sia cosa congrua e propria. voglio dire la critica è un esercizio sacrosanto e  lecito ad un patto : che sia condotta con stile, arguzia ed educazione. allora è indice di intelligenza e cultura. ho paura di una comunità  che mal sopporta la critica. è un segno prognostico sfavorevole.  

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l’ultima moda del blog

scrivere di sesso esplicito. è la nuova moda del blog. l’ultima frontiera del blogger che le tenta tutte per cercare di conquistarsi un pò di visibilità. la formula è facile. alla portata di ciascuno di noi. si muove da  presunte  esperienze personali, vere o false che siano  importa poco. tanto nessuno controlla. si comincia col creare a parole l’atmosfera giusta, torbida e languida quanto basta per indurre il lettore a proseguire nella lettura. si introducono poi  i personaggi, un filino ambigui e morbosi è meglio. ora si può iniziare con la parte più propriamente hard. si scriva quindi di turgori inguinali, sommovimenti genitali, effluvi pelvici. ci si dilunghi nei particolari magari con richiami anatomici. si rilegga il tutto, che abbia un minimo di logica e sintassi. si scelga un titolo che faccia baluginare il contenuto hot e fine. il post è pronto. si invii senza frapporre tempo.  

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il blogger innamorato

scrivere d’amore ti riempie il cuore e  riempie  pure la pagina bianca del post! che sia  felice o infelice,allegro o triste, adulto o bambino  importa poco. basta sia amore.  e allora i tasti battono allegri, i caratteri si compongono rapidi sullo schermo, le parole  sembrano non bastare mai…ah l’amore quanto ci fa soffrire, parlare e straparlare, scrivere e strascrivere. quando l’ideazione, corroborata dal sentimento, si fa ricca, ipertrofica, sovrabbondante, ridondante, barocca ed eccessiva. ma si sa. l’amore a scriverlo ti prende la mano oltre che il cuore. un dubbio m’ assale: e se tutto fosse artificio, calcolata finzione, accademica esercitazione di bella scrittura (non sempre)? l’amore non si racconta con funamboliche perifrasi, improbabili arzigogoli letterali, inutili circonlocuzioni. l’amore esige  infatti semplicità di esposizione. tutto è già scritto nel cuore.

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vocabolario italiano

novelli stanley cosi  potremmo esordire : "il vocabolario, i suppose!" eh si.  temo infatti  che l’onesto vocabolario della lingua italiana quello che un tempo faceva bella mostra di sè nella libreria del salotto buono sia ormai latitante dalle  case italiane. o forse viene impiegato per altri scopi che non siano la  sua periodica consultazione. chessò come base d’appoggio per il televisore in cucina. altrimenti non si spiega. non si spiega l’uso talvolta del tutto improprio e fuori luogo che si fa di certi termini. facciamo un esempio. recuperate in qualche modo il prezioso volume. andate alla lettera f. cercate ora il termine "frangente". lo sto facendo anch’io  sul mio devoto-oli. ecco ci sono :" 1) onda di notevoli dimensioni diretta dal mare verso la costa……; 2) barriera corallina addossata alla costa senza lagune interposte; 3) momento grave ( trovarsi in un brutto f.) ." come interpretare allora la frase " frangenti di una foglia gialla"? o ancora "un frangente del passato"? licenze poetiche direte voi. lasciamole ai poeti dico io. cerchiamo di scrivere in un buon italiano. con una terminologia appropriata e congrua. ne beneficerà ciò che vogliamo esprimere.e date retta  a tempo perso prendete in mano il vocabolario d’italiano . sfogliatelo. così come capita. come fosse un libro di lettura. vi appassionerà più d’un giallo.

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questione di stile X 2

dio, quanto mi piace il post "questione di stile"! essenziale, stringato, minimale, ma profondo e pieno di significato. in quelle poche righe è concentrata la tensione, l’ansia, la speranza, ma anche la felicità per il nuovo taglio di capelli. ha fatto bene la redazione di tiscali blog a concedergli l’onore sia  dei selezionati che del blog today. quanno ce vò ce vò! 

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“make blog not war”

oggi mi sento figlio dei fiori. infilo un paio di calzoni a zampa d’elefante. una camicia colorata a motivi geometrici. poggio una coroncina di fiori in capo. una tolfa a tracolla e con una canna in mano vi esorto "make blog not war". fate il blog non la guerra. novello bob dylan virtuale predico la pace nella blogsfera. l’uguaglianza fra i bloggers. la fratellanza informatica. mi unisco a voi in un abbraccio panico partecipe anch’io del clima di pacificazione collettiva promosso da un nostro compagno illuminato. facciamo del suo bar il centro nevralgico dell’amore virtuale. il quartier generale dei buoni sentimenti e delle pacifiche intenzioni. orsù mettiamo dei fiori nei nostri blog!

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odori

abbiamo paura dei nostri odori. temiamo gli effluvi del nostro corpo. li anestetizziamo. li annulliamo. li neutralizziamo prima ancora che possano generarsi. saponi. profumi. lavande. creme. essenze. a la guerre comme à la guerre. non si odora più del proprio corpo bensi di ciò che impieghiamo per contrastare l’odore del corpo.il corpo deve essere un involucro perfetto. liscio. levigato. inodore. se si puzza dentro poi poco importa.

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guida al css:effetti

la sera mi addormento leggendo un buon libro. accendo la luce sul comodino. mi aggiusto bene sotto le coperte. posiziono il cuscino dietro la schiena e poi sono pronto. la lettura mi distende, mi predispone a morfeo. poche pagine sono sufficienti a farmi calare in uno stato di piacevole torpore. da lì ad un buon sonno il passo è breve. talvolta brevissimo. certo ci vuole il libro giusto. non tutti si prestano allo scopo. la prosa deve essere infatti piana, agevole, il ritmo lento, il fraseggio tranquillo. in questi giorni ad esempio ho per le mani un testo che mi fa dormire d’un bene come mai prima d’ora. è la guida al css. ve la consiglio. io ci capisco poco ma credetemi perdermi in quelle parole mi funziona meglio d’un tavor. ne leggo poco per sera. mi basta. e poi voglio farmelo durare il più a lungo possibile. ho ritrovato il sonno di quand’ero bambino. giuro.

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obesità contagiosa

sono sempre stato magro. non magrissimo. giusto. senza rinunce e sacrifici ho mantenuto negli anni una linea asciutta e tonica. ringrazio pubblicamente il mio metabolismo. ecco perchè non riuscivo a capacitarmi dell’attuale mia pinguedine, pur avendo mantenuto il consueto regime alimentare. non riuscivo, appunto. ora infatti ho capito. è colpa del mio miglior amico. una perla d’uomo. gran lavoratore e padre esemplare. ma inecquivocabilmente ciccione. è lui che mi ha attaccato l’obesità, per la miseria! gli esperti del New England Journal of Medicine sono stati chiari: l’obesità è contagiosa. punto. ora non so come dirglielo. lui è il mio amico da sempre. quello con cui vado la domenica allo stadio e la sera a mangiare la pizza. devo allontanarlo. non ce n’è. con discrezione ma debbo allontanarlo. e subito. sono già passato dalla taglia 48 alla 54, dannazione! non vorrei espandermi ulteriormente. 

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il bel blog

cosa fa bello un blog? ce lo siamo mai chiesti? cosa lo rende attraente, degno di frequentazione, ricco di spunti e suggestioni? una grafica accattivante? un’impaginazione strepitosa? un’impostazione che strizza l’occhio all’ultima moda? dite voi. io credo che il blog, il nostro blog, la nostra personalissima isola virtuale, ha da  essere bello di per sè. debbono cioè essere i contenuti a renderlo bello, interessante, fascinoso. il resto, tutto il resto, è superfluo. può costituire godimento per l’occhio ma non per la mente. sento già i soloni della chat sibilare "è tutta invidia, lui non ne è capace di impreziosire il suo blog ed allora eccolo qua a sentenziare". è vero. non sono un addetto ai lavori. non sono un informatico diplomato. ma pure lo fossi mi guarderei bene dall’appesantire il blog con quanto di certo non lo arricchisce. una grafica semplice, pulita,  senza fronzoli e barocchismi  che faccia da piacevole cornice a contenuti veri, questo è auspicabile.  come sempre less is more.  

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