Articoli di Ottobre 2007 ↓

buonasera, sono un non selezionato

buonasera. sono un non selezionato per voi. massì, uno di quei post scartati. persi nel mare magnum degli abissi virtuali. cosa voglio? niente. ormai non voglio più niente. "i had a dream", io avevo un sogno. salire sul palco. non per me badate bene. ma per loro. i personaggi delle mie storie, intendo. per amplificarne la voce , chè tutti potessero sentirla. veicolavo un messaggio – come dice chi parla alla moda - un messaggio di amore, rispetto e solidarietà per chi è diverso, per il colore della pelle o perchè malato. è andata come è andata. peccato. sarà per un’altra volta. forse. ma sapete cosa mi brucia di più? che abbiano preferito  a me un post melenso sui fremiti ormonali di un’amorazzo giovanile. bah, che aggiungere…..addio.

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abbiate coraggio!

abbiate coraggio! redattori di questa piattaforma abbiate il coraggio di selezionare ogni tanto post che sfuggano all’ovvietà, al quadretto di maniera, alla filosofia terra terra del sole-cuore-amore ! la quotidianità è fatta anche di altro. lo sapete. lo sappiamo. si compone anche di quanto non vorremmo conoscere, vedere, meditare. ne partecipano anche forme di espressione complesse e cerebrali ma non per questo meritevoli d’essere  discriminate. il pubblico di codesta piattaforma è variegato e multiforme. è maturo per leggere ed assimilare scritti  che vadano oltre. senza nulla togliere alla dignità ed alla cultura di quanti scrivono e leggono sempre  con occhiali dalle lenti rosa. 

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non più susanna

quando cadde in terra in preda alle convulsioni susanna ancora non sapeva di aver contratto l’aids. l’avrebbe appreso il giorno dopo. fu quando le dissero che un parassita aveva invaso il suo cervello formando  tanti noduli che  comprimevano  le  strutture encefaliche. susanna non aveva quasi più difese immunitarie. il toxoplasma, il parassita, aveva preso il sopravvento con facilità.  questo accadeva cinque anni prima. ora, ischeletrita e paralizzata nel letto d’ospedale, aspettava che il suo destino si compisse. quei cinque anni erano trascorsi nè bene nè male. gli amici d’un tempo scomparsi. gli affetti familiari latitanti. la solidarietà di qualche malata come lei. le terapie non erano state capaci di rallentare l’evoluzione della malattia. il suo è un virus resistente, le avevano sibilato i medici un paio d’anni prima. lei invece non lo era più resistente. voleva solo andarsene una volta per tutte. consapevole che erano gli ultimi istanti di quella sua vita disordinata e dagli eccessi continui, susanna mi chiese di prenderle la mano. era già fredda. sul viso scarno, dal naso affilato, era comparsa una lacrima. 

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le dita negli occhi

oggi mi hanno infilato le dita negli occhi. no no nessun atto di teppismo. nessuna sgarberia. è che hanno provato a mettermi le lenti a contatto. mi sono lasciato convincere dal mio ottico di fiducia. tu lacrimi poco, ha sentenziato subito dopo aver valutato lo stato di idratazione dei  bulbi oculari. strano, ho riflettuto, ogni volta che ce n’è stata occasione le lacrime sono uscite, un pò stitiche a pensarci bene ma sono regolarmente uscite. dovrai usare le lacrime artificiali, ha continuato quello. altrimenti le lenti ti si appiccicheranno agli occhi. avete fatto piangere un uomo artificiale per carpirne le lacrime ho sibilato, cinici che non siete altro. m’è venuto spontaneo. il tempo d’un battito di ciglia e mi sono ritrovato portatore di lenti a contatto. efficace l’ottico di fiducia mi sono detto. come il feto che dopo nove mesi di liquida oscurità apprezza d’un tratto la luminosa visione, così io, dischiuse piano le palpebre, ho visto d’una lucentezza nuova. vedevo a tutto tondo. ovunque girassi lo sguardo. niente più angoli bui, niente zone morte. mi sentivo un camaleonte dall’occhio roteante. intanto gli occhiali giacevano tristi e spauriti sul bancone. è allora che m’è venuto da pensare alla mia vita fino ad oggi veduta proprio attraverso gli occhiali. che  silenziosi e fedeli mi hanno fatto compagnia nel tempo. è stata un’intuizione improvvisa e risolutiva. mi sono tolto le lenti a contatto. ci penserò, ho detto all’ottico. vedremo. siamo usciti nel caos cittadino, io e gli occhiali.

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i bukowski del blog

bukowski. chi non conosce charles bukowski? lo scrittore maledetto, il cantore della beat generation,  quello de "l’uomo è la fogna dell’universo". l’ artista disperato, alcolista cronico, che nelle sue pagine autobiografiche celebrò gli  eccessi  di una vita spericolata, intensa e distruttiva. una vita all’insegna dell’irregolarità sessuale, delle sbornie e delle corse dei cavalli. un grande, charles bukowski. un mito della letteratura americana. pensavo a lui in questi giorni leggendo certi bukowski di casa nostra qui sul blog. anche loro soffrono, si dolgono, sono confusi e infelici (carmen consoli  scusa l’inesatta citazione), si maledicono e  parimenti maledicono quanti e quanto li circonda. mi pare di vederli. lo sguardo stralunato, il volto emaciato a denunciare gli eccessi, l’abbigliamento approssimativo, le movenze nervose, l’andatura malata. non mancano i proseliti. e le proseliti. il maledetto tira. eccome se tira. ma mi sorge il dubbio dell’artificio, della prosa composta ad arte, delle  sofferenze posticce, delle finte angosce. intanto, chi va a controllare? ecco la scrittura allora farsi sincopata, aggressiva e bizzosa, al servizio d’un pensiero tossico e (finto) trasgressivo, con un frequente ricorso a termini forti  e duri che sono il pepe dell’intera pietanza. pronta così  da servire in community.   

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sciarpe

si rivedono le sciarpe in strada. segno che è tornato il freddo. ho per la sciarpa una considerazione che va oltre la sua funzione di accessorio d’abbigliamento. la sciarpa esprime infatti un’appartenenza. una filosofia di vita. ricordo quelle anni settanta di lana grossa a fasce colorate lunghe fino alle ginocchia. s’abbinavano a calzoni a zampa d’elefante e tolfe rivoluzionarie  a tracolla. sapevano di spinelli e comitati di lotta. alla sciarpa militante s’opponeva quella in cachemire dei più abbienti. o di onesto lambswool per gli altri. s’accordavano con fantasie tartan blu o verdi. avvolgevano colli conservatori dalle teste profumate e ben pettinate. i neutri indossavano sciarpe anonime dai colori malati. le portavano infilate con  tedioso ordine all’interno del cappotto . che non facessero pieghe superflue. altri ne facevano più giri attorno al collo ottenendone una voluminosa ciambella dalla torrida temperatura interna. i più distinti facevano pendere la sciarpa ai lati del collo lungo il tronco con ordinata e sospetta simmetria. erano ancora lontani i tempi delle voluttuose pashmine acquarellate. dalla leggerenza orientale. dalle suggestioni lontane. oggi tutti le indossiamo con consumata disinvoltura. siamo diventati etnici chic. i più impegnati ci si sentono gino strada.

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BLOG ovvero…

blog ovvero b come buono, l come leggero, o come ossequioso, g come giudizioso: è il profilo del blogger ideale. sono le caratteristiche che fanno, farebbero, di ciascuno di noi un blogger perfetto. analizziamole insieme. b come buono, perchè buoni debbono essere i sentimenti di cui il blogger si fa portatore, esprimendo e diffondendo gli stessi nel proprio spazio personale. l come leggero perchè leggeri hanno da essere i contenuti del blog, escludendo quanto è urticante, sgradevole, disdicevole. o come ossequioso, perche tale deve essere il blogger con i suoi colleghi e con quanti partecipano della blogsfera.infine g come giudizioso perchè è il giudizio che deve guidare il blogger nella compilazione dei suoi post, nella scelta degli argomenti da trattare e nel linguaggio più consono da adottare. solo così saremo in pace con noi stessi e meritevoli forse dell’homepage.

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alla c.a. sig. franco

caro franco. mi rivolgo a lei in quanto deus ex machina della tiscali community. mi aiuti a capire, se ciò non la importuna. è da oggi che mi arrovello senza venirne a capo. è che ho letto quanto esposto nel vs. blogduezero, dove si chiosa sui contenuti dei blog stessi. che se fossero particolari, si rivolgessero ad un pubblico adulto o trattassero argomenti poco adatti ai minori subirebbero l’onta della mancata apparizione in homepage. è qui il pusillibus. e vengo a spiegarmi. cos’è che rende il contenuto di un blog "particolare"? quali gli argomenti poco consoni ai "minori" ? e ancora cosa fa un contenuto adatto ad un "pubblico adulto"? non le paiano, franco, domande effimere, retoriche, dettate da puntiglioso spirito critico, chè così non è. qui si parla di contenuti, perbacco, non di forma. se quest’ultima può essere un accessorio, i contenuti quelli si che  "fanno" il blog!  ed allora bisogna intendersi. ferma restando la condanna di qualsivoglia volgarità gratuita, è necessario fare chiarezza.  il contenuto d’un blog  sarà particolare chessò se tratta di malattie, disagio sociale, umane sofferenze e di quanto  c’è di disdicevole nel mondo? e i contenuti propri di un pubblico adulto sono quelli a luci rosse? e cos’è che offende la sensibilità di un minore d’oggigiorno? un minore merita solo contenuti ricchi di urticanti smancerie amorose? di tediose poesiole dalla rima sole-cuore-amore? di sentimenti di pulciosa intimità con cani e gatti? che bassa concezione dei quindici/sedicenni d’oggi! guardi, franco, ho avuto modo di svolgere incontri di approfondimento su temi che non importa qui menzionare agli studenti liceali presso le loro scuole. ne ho apprezzato la freschezza, l’intelligenza, la preparazione, la prontezza, la voglia di sapere oltre il testo scolastico. non mi voglio dilungare oltre. credo abbia inteso il senso del mio intervento. solo una cosa, ancora. la chiusa del vs scritto dove da un lato precisate che laddove ricorrano quelle "pecche" i post non compariranno in hp e dall’altro aggiungete che da parte vs. non ci sarà nessuna forma di censura, è un sublime nonsense. il blog è una pubblica piazza, l’agorà moderna ebbi a definirla, che vive del confronto, della discussione, della critica. un post non pubblicato in hp è un post svilito, il fantasma d’un post. un post censurato, insomma. comunque. cordiali saluti.

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altra catena

1 a carnevale mi vestivo da paggio. quella calzamaglia  panna attillata sul mio giovane culo non mi convinceva. l’alternativa nell’armadio era un costume da pittore, con tanto di tavolozza imbrattata in mano, la blusa bianca con gli sbuffi sui gomiti, il basco nero sulle ventitre. una bella lotta.

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viaggio nell’homepage

stamattina di buon’ora ho fatto un viaggio. sono stato nell’homepage di tiscaliblog. quante cose si imparano viaggiando! e quante se ne scoprono! ma andiamo con ordine. appena lì giunto, nell’hp intendo, mi sono guardato intorno. era pieno di post. ce n’era davvero per tutti i gusti. con calma ho preso a leggerli. dopo un pò che procedevo nella lettura ho percepito una sensazione strana, come di star leggendo post che avevo già visto collocati in altre sezioni dell’hp. bisogna che la sera vada a letto prima ho pensato. chè poi la mattina sto rincoglionito. ma subito di nuovo quella sensazione: stesso post collocato in due diverse sezioni dell’homepage, tra i redazionali e contemporaneamente tra i selezionati. sarà una svista della redazione, ho pensato. capita. ma non bastava ancora: scopro un post che ieri era in una certa area e che oggi, lo stesso,  è sempre in homepage ma in un’area diversa. perbacco quante stranezze!  non mi ero ancora ripreso dallo stupore che mi balza agli occhi una nuova anomalia: sempre in homepage, in sezioni diverse, post datati, addirittura certuni di metà agosto. la misura era colma. ero deluso. come quei turisti gabbati dalle agenzia di viaggio, che giunti a destinazione scoprono le magagne, insospettate all’atto della prenotazione, del tour organizzato. ho preso la strada del ritorno. nel cuore c’era tanta amarezza.

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